Impianti antincendio ed effetto serra
Quando si sente parlare di surriscaldamento della terra, di gas serra e della fascia di ozono compromessa, la prima cosa a cui si pensa sono i gas di scarico delle automobili, al
riscaldamento delle abitazioni, all'inquinamento in generale.
Occorre però essere più puntuali e rendersi conto che qualsiasi bene in nostro possesso, per giungere sulle nostre tavole o nelle nostre mani, ha percorso un ciclo di
lavorazione che in qualche modo ha contribuito (e contribuirà) al degrado ambientale: per l'energia consumata nel produrlo e per trasportarlo, per i residui di produzione
che rimangono in ambiente e, da non trascurare, per i processi e i trattamenti che dovranno impiegarsi quando dovrà essere smaltito.
La nostra moderna civiltà del benessere ci ha abituato ad una forma di consumismo tale per cui difficilmente si riesce a rinunciare anche alla più piccola delle cose. è un circolo vizioso dal quale è certamente difficile uscire.
Tuttavia sono sempre più forti ed evidenti i segnali positivi della presa di coscienza generale di questa problematica e sempre più spesso si vedono aziende sensibili e attente che provvedono a riorganizzare i processi produttivi e distributivi per tendere alla piena compatibilità ambientale.
Un caso specifico, nel settore degli impianti antincendio, si riscontra nel Novec 1230, un fluido estinguente inventato nei laboratori della 3M, azienda multinazionale che non ha bisogno di presentazioni.
Il Novec 1230 è nuovo prodotto che agisce come un fluido antincendio, molto simile all'acqua, ma che dell'acqua non ha le proprietà negative quando è utilizzata in determinati contesti pirici. Infatti, spegnere un incendio con l'acqua, laddove sia possibile, presenta spesso effetti negativi: i materiali, gli oggetti, le attrezzature che entrano in contatto con il fluido riportano il più delle volte danni irreparabili. Inoltre l'acqua non può certo essere utilizzata in ambienti soggetti a particolare rischio, quali centrali e cabine elettriche, sale CED e sale apparati TLC.
Il Novec 1230, invece, che è un fluido estinguente atossico e non corrosivo, che non conduce elettricità, che evapora rapidamente e che non lascia residui, non danneggia le apparecchiature elettroniche o altri materiali delicati o preziosi presenti all'interno delle aree protette, anche, e soprattutto, salvaguardando la salute delle persone e degli animali.
Cellulari, computer, schermi e ogni altra apparecchiatura elettronica dopo essere stati immersi nel Novec 1230 funzionano come prima. E non solo: dipinti, disegni e libri, anche antichi, rimangono inalterati.
Ecco allora che in sede di ammodernamento di un impianto antincendio pre-esistente o in fase di realizzazione di un nuovo impianto di spegnimento, la scelta del prodotto estinguente dovrebbe oggi ricadere – senza ombra di dubbio – sul Novec 1230, di cui qui di seguito elenchiamo le caratteristiche di eccellenza.
Cos'è il Novec 1230
Il fluido estinguente Novec 1230 è un:
- Estinguente Pulito: non lascia residui, non è elettricamente conduttivo, non danneggia le apparecchiature;
- Estinguente Atossico: permette la ripresa immediata delle attività, senza costosi tempi morti di pulizia e ripristino degli ambienti operativi;
- Estinguente Veloce ed Efficace: spegne in pochi secondi raggiungendo qualsiasi punto dell'ambiente protetto;
- Estinguente Rispettoso dell'ambiente: non figura come gas lesivo dell'ambiente, con un basso impatto per l'ozono in quanto la sua vita atmosferica è inferiore ai 5 giorni. E' inoltre classificato ad un basso livello TEWI (Total Earth Warning Impact);
Come lavora il Novec 1230
I principi di funzionamento di questo fluido estinguente sono:- Trasferimento termico di natura fisica e chimica
- Assorbimento del calore (così come una spugna assorbe liquido)
- Rottura dei legami chimici;
Per ulteriori approfondimenti, abbiamo preparato un documento sul fluido estinguente che trovate nella sezione approfondimenti.

